Fin dall’antichità il sale ha ricoperto e tutt’oggi ancora ricopre, un ruolo fondamentale nell’alimentazione umana, a tal punto di renderlo merce preziosa da utilizzare negli scambi commerciali tra i popoli.
Di questo minerale, sono state trovate tracce di utilizzo già nel X millennio a.C., durante l’era Neolitica, dove con la nascita dell’agricoltura, l’alimentazione che fino a quel momento era fondata sul consumo esclusivo di cacciaggione, portò a conoscenza dell’uomo l’esistenza dei cereali, un alimento povero di sale. Infine, la cultura di allevare il bestiame, rese indispensabile l’utilizzo del sale per la conservazione della carne, che finalmente veniva prodotta in quantità più importanti. Quindi solo successivamente, venne apprezzata la sua proprietà di insaporitore e utilizzato ampiamente per quello scopo, facendolo divenire un bene di prima necessità.
Il sale, veniva prodotto in ogni regione lungo le coste, ma a primeggiare su tutti, furono i romani, che compresa l’importanza di questo ”sal” (sale), e sfruttando la posizione sul mare, ne intensificarono la produzione, esportandolo nei paesi interni tramite la Via Salaria, via di collegamento tra la Città Eterna e la “Castrum Truentinum”, l’odierno porto d’Ascoli Piceno sull’Adriatico. Divenne un commercio talmente redditizio che il risultato fu la monopolizzazione del mercato da parte di Roma.
Ancora oggi sono di uso comune e ben radicati nella lingua italiana, alcuni termini latini che derivano da questo preziodo elemento, come “salve” – augurio di buona giornata, “salute” (salus), “salario” – razione di sale ricevuta come paga dai legionari insieme ai viveri, o la stessa Via Salaria, che ancora oggi viene percorsa da migliaia di vetture
L’estrazione del sale in origine avveniva per evaporazione, facendo bollire l’acqua di mare, fino ad ottenerne la cristallizzazione del cloruro di sodio sul fondo del contenitore, ma le quantità ricavate, erano sempre minime.
Successivamente venne introdotta l’estrazione tramite le “saline” (grandi vasche artificiali colme di acqua marina e posizionate al sole, che sfruttando in modo naturale quest’ultimo, tramite evaporazione se ne ottiene una concentrazione più importante) ed è proprio questo tipo di impianto che rese possibile il commercio in vasta scala e che tutt’oggi viene utilizzato.
La storia del sale seguita, si evolve e transita per il Medio Evo fino ad arrivare ai nostri giorni, ma con il passar del tempo o meglio dei secoli, non ha perso nulla della sua essenzialità, anzi ha acquisito un utilità più ampia, se si pensa che solo il 10 % della produzione, viene impiegato per l’alimentazione umana, possiamo farci un’idea di quanti possono essere i suoi usi. Ne possiamo citare solo alcuni, come la raffinazione dei metalli preziosi, oppure per la produzione di prodotti chimici e dei detersivi, nelle cartiere, nelle vetrerie, sulle strade per evitare la formazione del ghiaccio, ecc., ma rimane sempre l’ospite d’onore delle nostre tavole.
Con il passare degli anni, abbiamo imparato ad utilizzare il sale con parsimonia, perchè tutti siamo a conoscenza dei benefici che apporta al nostro organismo, ma anche dei disturbi che provoca se assunto in quantità elevate.
In commercio si trovano diverse varietà di sale, con caratteristiche organolettiche, aroma e livelli di sapidità differenti. Ne troviamo di montagna, di mare, di lago, italiani o esteri, ogn’uno con la sua Carta d’Identità che lo rende unico nel suo genere.
Vediamo di seguito alcune varietà e le loro caratteristiche.
Sale di Cervia: sale marino integrale iodato, ricco di iodio, rame, zinco, ferro, manganese, potassio e magnesio.
Fior di Sale di Trapani: sale marino naturale, ricco di magnesio e potassio. Colore bianco argento, dal sapore vivace.
Sale Nero di Cipro: sale estratto dai laghi salati delle regioni di Larnaca e Limassol. Il colore nero è dovuto all’aggiunta di polvere di carbone attivo, di sapore meno intenso del sale comune.
Sale Danese Affumicato: sale marino grosso, affumicato con legno di olmo rosso e quercia, dal sapore molto particolare.
Black lava o Sale Nero delle Hawaii: sale marino in grani dell’Isola di Molokai (Hawaii), ricco di elementi minerali vulcanici e di carbone attivo, aggiunti in fase di lavorazione. Di colore nero come il carbone e dal sapore amaro, con note di affumicato molto gradevoli.
Alaea Rouge o Sale Rosso delle Hawaii: ricco di argilla rossa vulcanica e ferro, con dosaggio 5 volte maggiore del sale normale. Ha un gradevole sapore di nocciole tostate e una vivace sapidità unita ad un retrogusto leggermente ferroso.
Sale rosa del Perù o di Maras: sale integrale estratto da una sorgente salata naturale, situata sulla catena delle Ande ad oltre 3.000 mt di altitudine. Colore rosato, a grani medi molto compatti e leggermente umidi.
Sale Murray River: prodotto con le acque saline dell’omonimo fiume australiano. Fiocchi impalpabili e puri, di colore pesca tenue e dal gusto delicato, viene utilizzato per guarnire piatti di alta cucina.
kala namak o sale nero indiano: sale di origine minerale vulcanico, estratto in India e Pakistan. Di colore violaceo o grigio rosato è ricco di solfuro e magnesio, che donano a questo sale il tipico odore dello zolfo (uova sode).
Sale rosa dell’Himalaya: sale puro di roccia (anche chiamato Halite), la cui maggioranza viene ottenuta per estrazione nelle miniere di Khewra, la seconda più grande miniera di sale del mondo. Colore che varia dal rosa pallido all’aranciato, ricco di ferro, potassio, calcio, zinco, rame e zolfo.
Queste sono solo alcune delle varietà esistenti al mondo, basti pensare che la produzione mondiale aggira intorno ai 200 milioni di tonnellate e che dei 5 continenti, l’Europa si aggiudica il primato di maggior produttore con circa 73 milioni di tonnellate, seguita dall’America, Asia, Oceania e infine Africa.
E l’Italia che graduatoria ha nei confronti delle altre nazioni?
All’Italia spetta il 3% della produzione globale, preceduta dalla Francia con il 4% e dall’Inghilterra con il 5%, ma con rammarico ha raggiunto negli ultimi anni il primato sul consumo di sale a tavola.
Ebbene si, la nostra cucina mediterranea, viene insaporita troppo, non dimentichiamo che il sale è si un bene prezioso, che sia grosso o fino, integrale o iodato questo condimento è infatti uno degli ingredienti fondamentali della cucina, ma anche gli alimenti da soli hanno un loro gusto, lo ricordiamo?
